VENEZIA 68: MA ‘NDO VAI SE IL PASS NON CE L’HAI


Premessa veloce:
• al Festival di Venezia è stato presentato, in concorso, ‘Quando la notte’: film italiano diretto da Cristina Comencini
• un tot di stronzetti – forse anche coglioni – della stampa DURANTE la proiezione si è perso via in fischi e risate (insomma è un po’ come quando vai al cinema e non ti puoi godere la visione, ché accanto a te c’è gente impegnata – oltre a sgranocchiare popocorn – a chiaccherare e ridere delle sue minchiate)
• la regista non l’ha presa bene e con lei anche qualcuno del cast: prendi per esempio Michela Cescon, ospite odierna nell’inserto del tg3 di mezzogiorno.

In compenso, dopo aver visto qualche spezzone, non posso esimermi dall’essere in sintonia – a proposito di una questione che mi sta molto a cuore; vedi foto – con ciò che ha scritto Marco Giusti su Dagospia:
… rischia (‘Quando la notte’, ndb) di uccidere il talento di uno dei nostri migliori attori giovani, forse il migliore in assoluto, cioè Filippo Timi, accolto malamente già in ‘Ruggine’.
Ormai, quando il pubblico lo vede apparire con l’occhio a palla e il vocione tenebroso partono le risate. Urge che faccia subito un film comico, un horror demenziale, basta con ruoli da sadico o tenebroso da cinema d’autore. Salviamo il soldato Timi.

Ecco, salvatelo. Salviamolo.

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