RIFLESSIONE NEMMENO TANTO SUPERFICIALE SULLE SOLITE DETESTABILI CADUTE DI STILE DEL MASCHIO ETEROSESSUALE (MA ANCHE NO)

(chè ho di nuovo una vita socialtestosteronica; insomma ho ripreso – l’ultimo ingresso risaliva a quindici mesi fa – con la palestra)

1. Il piercing all’ombelico. Unica eccezione: Lui in privato si fa chiamare Diavolita e Lasualei è portatrice sana di strapon.
2. Le magliettine aderenti in lycra/poliestere. Lo sanno tutti che dopo cinque minuti puzzano.
3. La crestina ingellata. Così pulcino. Così tanto Pulcinella (non è vero che vado per i quarantacinque, ne ho undici!’).
4. Il colletto della polo alzato (qualcuno ricorderà di quando scrissi dell’invasione delle Marie Stuarde). Unica eccezione: avere due spallone e un vitino e due gambotte e due chiappe così. Altrimenti è un difetto che evidenzia altri difetti.
5. Il pinocchietto. Ora che l’estate sta finendo evitare di riporlo nell’armadio. Meglio farne stracci; oppure, se qualcuno avesse in curriculum un corso di taglio e cucito, perchè non promuoverlo a bermuda o hotpants?
6. La tshirt simpatica. La sera in cui si sono conosciuti, il tizio che sta con l’amica mia ne indossava una con la scritta ‘Fatti. Non pugnette!’. Sta di fatto che lo chiamo, simpaticamente, ‘Il Pugnetta’.
7. Schiacciarsi i brufoli del petto (causa peli incarniti post depilazione) in pubblico.
8. Il tatuaggio tribale che avvolge l’intera zona tra ginocchio e caviglia. Peccato si veda sempre più spesso su bullettiminkia con il polpaccio identico a quello della modella dei collant Omsa.
9. Gli occhiali da vista con montatura colorata.
Vabbè, c’è pure chi sogna da sempre il ruolo di Malmostosa Eccentrica della Gang.
10. La solita triste piaga delle sopracciglia pinzettate e delle basette sottili. Anche di questo ho già scritto (più volte, direi), ma continua a non cambiare nulla. Se solo ne parlessero i tiggì.

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