PROVINCIA STATE OF MIND

Sono stati giorni con la linea telefonica che è andata a farsi fottere durante i quali ho pirlato al computer giocando a flipper. Così, dopo più&più invani tentativi di superare il mio stesso record (ottenuto il primo giorno), mi ritrovo – colpa del solito inutile impeto che ci metto nel pigiare il tasto X – con la zona gomito sinistro dolorosamente infiammata.

Inoltre, appartenendo il sottoscritto alla categoria di coloro i quali gioiscono per le cosebelle canticchiando e ballicchiando, il justinsuarez che è in me ha fatto in modo che reagissi al ripristino delle ‘comunicazioni con il mondo esterno’ cinguettando e sgambettando quel motivetto che fa ‘TestaSpallaBabyOneTwoThree’. 

Ciò sta a dire, gomito infiammato e collo bloccato. 

 

Vabbè, lo so che fa taaanto yesterday (una volta si diceva ‘antico’)  ma – vivaddio – abbiamo finalmente visto SATC2.

1.E’ vero. Gli sceneggatori hanno ormai preso irrimediabilmente la piega delle produzioni Filmauro (a un certo punto sei lì ad aspettarti che dal hijab spuntino i connotati di Monica Scattini, della Ferillona, di Nancy Brilli e di una a caso tra Federica Moro e Sharon Gusberti).

2.Dunque c’è assolutamente bisogno di un SATC3; tanto per rimediare.

3.Le nostre stronze nuiorchesi, o chi per loro, hanno ormai dimenticato – siamo in territorio lifestyle – ciò che per stagioni&stagioni hanno insegnato alle femmine di quasi tutto il pianeta; al punto che durante la scena ambientata nel suk marocchino (ad Abu Dhabi non ce ne sono) le arabe fanno loro le scarpe.

4.L’irriverenza nei confronti della cultura mediorientale un po’ infastidisce, ma è giustificata quando si tratta di condizione femminile. Possibile che abbiano voluto provocare, all’unico neurone delle ragazzine occidentali portatrici sane di tshirts con la scritta Dior, un attimo di riflessione. No?

5.La first class Etihad, indelebili ricordi.

6.Ovvio che durante il matrimonio di Stanford e Anthony ho pianto cercando inutilmente di fare in modo che VH2 non se ne accorgesse.

7.Quanto campismo. Non solo il matrimonio e Liza Minnelli a celebrarlo, ma anche Michael T. Weiss (chè per noi, prima di essere camaleonte, è soprattutto Quello di ‘Jeffrey’). E poi, ‘Mi sento come una vergine’, ‘Toccato per la prima volta’.

8.E i rugbisti.

9.L’attenti (del pacco) di Max Ryan è imparagonabile rispetto alle misure esibite due anni fa da Gilles Marini, ma le sue chiappe fanno più scena di quelle di Noah Mills.

10.Perchè ‘Can’t Touch It’ di Ricki Lee Coulter non è nelle playlist delle radio? 

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