OBA’ OBA’ OBA’

Davvero una gran cosa trascorrere le prime magnifiche ore di un soleggiatissimo (qui, nel pisciatoio – dicono – d’Italia; e pensare che VH2 in trasferta nella ‘città del sole’ in mattinata si è beccato tre acquazzoni similtropicali) pomeriggio autunnale a pulire vetri.

D’altronde qualche settimana fa avevo acquistato questo (eco)panno in lattice che prometteva miracoli, così – inumidisci, strizza, sfrega, risciacqua – ho pensato bene di utilizzarlo.

Malgrado mi sia sfuggito – causa luce abbagliante – qualche alone, è andata benissimo.

Insomma qualcosa di costruttivo dopo aver dedicato il sabato sera a ‘C’è Posta’; non ho nemmeno pianto (ultima storia a parte, sono andato a letto distrutto).

Un solo rammarico: mi sono perso La Loredana dalla D’Urso. Vabbè ci sono già i video su youtube; c’è pure quello – da vedere, assolutamente – del duetto di sei giorni fa al concerto della Oxa.

 

Per affrontare meglio i lavori di casa sono solito creare un sottofondo musicale canticchiabile ma che non distragga troppo. Tra i pezzi scelti oggi c’era ‘La Ville Est La’, versione (anno 1971) francese di ‘Mas Que Nada’, canzone trita e ritrita però come Sergio Mendes e i Brasil ’66 nessuno mai; e la loro raccolta ‘FourSider’ (anno 1972) è per me l’album easylistening più bello della storia della musica.

Comunque vuoi che c’era il sole, vuoi che i vetri ora sono puliti, io questa ‘La Ville Est La’ l’ho rivalutata, perciò da oggi è in playlist. Che sia di buon auspicio per tutta la settimana.

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