CON BI PEL

Questa mattina nella posta ho trovato la newsletter di gay.it con tanto di link relativo alla parata leather/fetish di Folsom Street.

Ogni volta che si tratta l’argomento mi torna in mente La Gigina, un amico di amici conosciuto circa quindici anni fa.

Di una simpatia coinvolgente, La Gigina è il classico tipo da magliettina in lycra sopra l’ombelico e, sporadicamente, testimonial di abiti (femminili) Uba Uba Vintage.

Comprensibile dunque il mio stupore quando, un venerdì di qualche anno fa, l’ho incontrato al Company. Per chi non sapesse si tratta di uno storico gaybar milanese che un tempo pretendeva di avere, nei limiti del possibile, un dresscode tendente al boscaiolo o al Tom of Finland. 

Per farla breve… Quel venerdì a un certo punto mi trovo di fronte La Gigina con addosso un paio di jeans tagliocarota di Enrico Coveri, una camicia scozzese in flanella e cappellino di pelle con frontino calato sugli occhi allo scopo di mimetizzare il sopracciglio scolpito

 

Io: ‘Gigina? Che sorpresa! Cosa ci fai qui?’

Lui: ‘Ma come? Non vedi? Sono diventata Ledder!!!’

 

Ognuno interpreti come vuole.

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