Pezzo nuovissimo che si ascolta molto volentieri. (Arpad non canta, ma c'è) (ora ci vorrebbe una versione made in Italy con Carlo Masi e Valerio Scanu)
Visto che il widget della playlist sembra non funzionare più – credo per tutte quelle cose decise negli USA a proposito del copyright etc. – ecco le dieci canzoni della VANITèscion in una nuova veste. (ogni scusa per fare pratica con Dragontape è buona)
Il Best del 2010 scompare dalla playlist (qui a destra) e al suo posto appare la nuova VANITÈSCION. Passato e presente si incontrano in una selezione che malgrado l'immagine è molto contemporanea: • Son of A Preacher Man (Houltog Bootleg) - Un classico intramontabile, finalmente in una bella versione remix • Church - Nina Simone mashuppata con James Blake • Oh What You Do To Me - L'electroswing ha avuto il suo momento top grazie a quella vergogna del 2010 che campionava "Tu Vuo Fa L'Americano"; ed è stato un susseguirsi di cose simili e altrettanto inascoltabili, tranne questa • Basta - Un bell'esempio di "Italian Popcorn"; un divertente chachacha uscito più di quaranta anni fa • I'm His Girl - Roba indie di facile ascolto • Maniac - "Flashdance" in versione anni '70; ma è appena uscito e canta Peaches • Love U More (RAC Mix) - tanto per ballare • Free My Mind (RAC Remix) - molto più bello e catchy dell'originale; il ritornello mi ricorda tanto Kylie Minogue • High Demand - Roba di classe, canta Jesse Boykins III • I'm Sorry (Woodhead & Blenda Dubstep Remix) - Altro pezzo degli anni '60; solitamente trovo le cose dubstep fastidiose, ma questo remix lo ascolto volentieri da almeno un anno.
Jan. 18, 2012 - PAZZO DI QUESTO PEZZO. HELLO ALONE.
Quel gran figo di Charlie Winston è uscito tipo tre mesi fa con 'sto singolo. E tipo due mesi fa con l'ellepì nuovo. Mo' vado sull'iTunes italiano e lo compro. Già. Non c'è.
Navigo dal 1997, cioè da quando la velocità massima che potevi permetterti era 56Kb – a volte 128 – e se qualcuno ti mandava una foto, spesso per aprirla ci volevano almeno due ore. E il tutto andava fatto dopo le 18 o durante il fine settimana. Quell'anno ho scoperto Fur On Film che non era un sito dedicato alle creazioni dei Ravizza aventi per destinazione finale i set cinematografici, ma una celebrazione delle celebrities con petto villoso. E ogni anno i visitatori eleggevano il loro beniamino, un po' come accade qui – in versione decisamente più casalinga – con il VH Factor. Probabilmente F.O.F. non esiste più, o forse ha solo cambiato nome, sta di fatto che un bel giorno divenne sito a pagamento, e allora smisi di frequentarlo. Comunque per due edizioni consecutive fu eletto – aggiungerei meritatamente – come migliore portatore sano Jeremy Piven il quale a un certo punto della sua vita – vedi foto –, e non so in base a quale instabilità psicologica, ha gettato il suo bendidio al vento entrando a far parte della setta dei fanatici della ceretta. E io, preso dallo sconforto, ho cominciato a detestarlo, tipo che per dispetto non ho mai visto "Entourage" – vabbè, chi mi conosce sa che non è andata proprio così, ma oggi sento il desiderio di assumere toni drama.
Però ora c'è in giro questo film – "I Melt With You" – nel quale il Piven recita accanto al nostro Thomas Jane, a Rob Lowe e a un certo Christian McKay che credo di aver intravisto ne "I Borgia". Tanto per riassumere, la storia è quella di quattro quarantenni frustrati i quali ogni anno si ritrovano con l'intento di festeggiare per un'intera settimana il compleanno di uno di loro. La pellicola è da qualche settimana in programmazione nelle sale statunitensi e qualcuno l'ha definita: "Una Notte Da Leoni sotto l'effetto degli stupefacenti". Vabbè, arriverà mai nelle sale italiane?
(nel frattempo domani vado, finalmente, a vedere "Shame" – nel frattempo ancora nessuna novità riguardante la distribuzione di "Dark Horse" di Todd Solondz)
COSE POP
E "PELO SULLO STOMACO"...
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